Nell'ayahuasca scienza religione e tradizione si incontrano. Scoperta e tramandata all'interno delle tradizioni indigene, l'ayahuasca si è dapprima trasformata nel sacramento delle religioni cristiano-sincretiche dei Brasile, per poi trasferirsi, sotto la spinta delle stesse, nei laboratori di ricerca delle principali Università.

L'uso dell'ayahuasca si è sviluppato tra le popolazioni indigene dell'Alta Amazzonia, ovvero la parte occidentale del bacino del Rio delle Amazzoni, nei tratti in cui il fiume e i suoi affluenti attraversano gli stati della Colombia, dell'Ecuador, del Perù e del Brasile.

Tracce di resoconti dell'uso dell'ayahuasca nelle cerimonie sciamaniche dei gruppi tribali sono state per la prima volta documentate nel 1700 da parte di missionari Gesuiti che evangelizzavano la regione.

Man mano che la penetrazione dell'Amazzonia andava aumentando, grazie soprattutto alla crescente domanda dell'industria del caucciù, che spingeva gli affaristi a costituire gruppi di lavoro sempre più all'interno nelle regioni inesplorate della foresta, l'incontro delle tradizioni indigene con le popolazioni bianche diventava inevitabile, e il mescolarsi delle tradizioni anche.

Da questo incontro nacquero così le religioni sincretiche (alcuni preferiscono il termine 'eclettiche') che fusero gli elementi della religione cattolica con l'uso indigeno del decotto, attribuendo a quest'ultimo il valore di sacramento, in grado di connettere l'essere umano con il Divino e con il pantheon delle figure celesti Cristiane.

Le chiese sincretiche

Il Santo Daime

Il più noto di questi sincretismi è senz'altro la religione del Santo Daime, fondata nei primi anni del ‘900 dal seringuero Raimundo Irienu Sierra. Figlio di ex schiavi, il fondatore del Santo Daime incontra la tradizione dell'ayahuasca quando, all'età di 20 anni, si trasferisce nello stato dell'Acre Brasiliano seguendo i flussi migratori dovuti all'industria del caucciù. Dopo pochi anni, dopo essersi stabilito definitivamente città di Rio Branco, iniziò a svolgere periodicamente cerimonie religiose con un piccolo gruppo di seguaci, fondendo elementi tipici del rituale sciamanico – come l'uso dei canti per propiziare le visioni – con elementi devozionali propri della religione Cattolica, ereditati dalla madre molto credente.

Da quel momento in poi la tradizione del Santo Daime si espande e va prendendo forma fino ad arrivare ai nostri giorni, con la grande espansione mondiale cui stiamo assistendo.

L'UDV

L'altra dottrina nata in Brasile dalla congiunzione di ayahuasca e cristianesimo è l'UDV (União do Vegetal), nata in maniera analoga, dopo l'incontro del fondatore, Gabriel da Costa – anch'egli ritrovatisi nell'Acre Brasiliano per via del lavoro di seringuero – con l'ayahuasca, il potente decotto usato dagli indigeni nativi del luogo.

Entrambe le chiese si sono dapprima espanse in Brasile e successivamente, dopo essere riuscite ad affermare qui la loro libertà religiosa ed aver ricevuto dal governo Brasiliano licenza di operare la loro fede e i loro rituali con l'ausilio dell'ayahuasca, si sono espanse nel resto del mondo.

L'impulso alla ricerca scientifica

Proprio dall'operosità con cui queste due chiese si sono prodigate, per raccogliere prove e testimonianze scientifiche sulla sicurezza dell'uso rituale dell'ayahuasca da esse promosso, è arrivato l'impulso dell'interesse scientifico per questo decotto e le sue proprietà farmacologiche.

Rispetto alle prime indagini su gruppi di volontari frequentatori assidui delle due chiese, volte a misurare valori bio-medici e psichiatrici per dimostrare la non pericolosità della bevanda, risalenti agli anni '80/'90 del secolo scorso, oggi assistiamo a tutto un fiorire di indagini medico-scientifiche che spaziano dal neuro-imaging alla coltura in vitro di cellule staminali fertilizzate con l'ayahuasca(*), volte a determinarne l'efficacia nel favorire la crescita di nuove cellule cerebrali.

Le ricerche hanno fino ad oggi sempre evidenziato la pressoché totale assenza di rischi per l'assunzione, quando questa avviene in contesti rituali e controllati, dove il decotto è cucinato secondo regole standardizzate, l'assunzione regolata da criteri prestabiliti, e gli effetti controllati e armonizzati dal gruppo e dall'intento comune e condiviso.

Possibilità terapeutiche

Al di là della mancanza di rischi riscontrata in contesti controllati, le ricerche scientifiche si sono anche orientate a stabilire la possibilità di effetti benefici dell'assunzione dell'ayahuasca, concentrandosi soprattutto sul range delle malattie psichiche e psicosomatiche, quali la dipendenza, la depressione, lo stress post traumatico. Le ricerche in tal senso possono ad oggi considerarsi solo in fase preliminare, ma i risultati sono comunque incoraggianti, e si spera che ulteriori ricerche a conferma di quanto trovato vengano condotte presto.

Entro questi confini dunque, quello tradizionale-sciamanico, e quello rituale-religioso, si può dire senza eccessivi margini di dubbio che l'uso dell'ayahuasca e sicuro e promettente, nell'ottica di una possibile applicazione per la cura di diverse patologie, soprattutto psichiche, che affliggono l'occidente industrializzato.

Cautela sui contesti d'uso non tradizionali

In tutte le recenti revisioni critiche della letteratura scientifica disponibile sull'ayahuasca e suoi effetti è sempre presente una postilla in cui si evidenziano alcuni limiti delle ricerche a disposizione.
Il principale di questi limiti è legato al fatto che i soggetti che hanno partecipato agli studii, per i motivi di cui sopra, sono sempre persone appartenenti alle chiese sincretiche.
I risultati possono quindi essere estesi ad altri contesti d'uso solo con molta cautela.
Non sono pochi gli esperti che sogliono attribuire i comunque sporadici casi di reazioni avverse fatali presenti in letteratura proprio a contesti non rituali/tradizionali(**).
Inoltre dobbiamo ricordare che anche per quanto riguarda la segnalazione dei casi avversi, la loro effettiva quantificazione può non essere così facile.
Noi stessi siamo a conoscenza di reazioni avverse molto significative avvenute al di fuori dei contesti tradizionali, di cui non c'è traccia nella letteratura scientifica attualmente a disposizione.
Le possibili spiegazioni di questa diversità possono essere legate a vari fattori:

  1. La composizione chimica del decotto: nell'uso tradizionale e nelle chiese sincretiche le piante utilizzate e la concentrazione dei principi attivi sono standardizzati e sicuriPotrebbe non accadere altrettanto nel caso dell'auto-produzione, né nei casi di vendita per corrispondenza
  2. La standardizzazione delle dosi assunte: in contesti rituali e controllati l'esperienza e la competenza di chi guida, uniti alla certezza della provenienza della bevanda, rendono facile strandardizzare la quantità di principi attivi presenti in ogni singola dose. La stessa cosa potrebbe non essere altrettanto certa in contesti di altro tipo, dove sia la provenienza che la concentrazione di principi attivi potrebbe variare molto di volta in volta.
  3. Il consenso informato rispetto alle interazioni possibilmente nocive con altre sostanze/medicine assunte dal partecipante: nei contesti impropri questa fase molto importante, e di prassi nelle chiese sincretiche, potrebbe essere saltato o condotto in maniera superficiale. 
  4. La gestione degli effetti psicotropi e il supporto del gruppo e dei valori condivisi: nei contesti tradizionali la presenza di persone di larga esperienza permette di gestire il significato delle esperienze visionarie e gestire i casi di cosìddetti 'bad trip'. Questo supporto, fondamentali nei giorni anche successivi all'esperienza, potrebbero venire a mancare in altri tipi di contesti, e quindi costituire una grande fonte di rischio. 

 


 
(*) Ricerca pilota effettuata in collaborazione con Beckley Foundation e Ospedale San Pau di Barcellona
(**) Si legga in proposito la perizia di parte effettuata dal tossicologo dott. Salvatore Giancane per un processo a carico di un utilizzatore di ayahuasca, al paragrafo "I motivi dell’effetti protettivo dell’utilizzo rituale di ayahuasca rispetto al rischio di reazioni avverse" 
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