La legalità dell'ayahuasca è un argomento molto serio: non si può semplicemente dire che l'ayahuasca debba diventare legale tout-court, senza condizioni, né si può dire che debba essere bandita come altre sostanze d'abuso oggetto della cosiddetta 'guerra alla droga'.

Non volendo entrare nel merito del discorso più ampio sulla necessità o meno di rivedere la politica sulle droghe perseguita finora in Italia e nel mondo, che pure è oggetto di revisione – a ragion veduta - in tutto l'occidente da alcuni anni, ci soffermeremo sull'ayahuasca e sulla necessità di una regolamentazione accorta e specifica del suo utilizzo.

Per le varie ragioni esposte in altre pagine di questo sito, consideriamo l'unico utilizzo legittimo dell'ayahuasca quello che avviene in contesti rituali e religiosi, in cui vi sia assenza del fine di lucro e in cui l'assunzione avvenga all'interno di protocolli noti, secondo le regole di sicurezza tramandate dalla tradizione, supportata dalle moderne conoscenze scientifiche.

Il vuoto legislativo

Per fare una fotografia della situazione attuale è necessario ripercorrere la storia degli ultimi 10 anni, andando ad esaminare le varie sentenze giuridiche che hanno segnato il rapporto dell'ayahuasca con la legge in Italia.

Malgrado queste sentenze si siano tutte concluse con una 'assoluzione' dell'ayahuasca, di fatto ad oggi esiste un vuoto legislativo che andrebbe colmato, per porre fine all'incertezza in cui gli utilizzatori di questo preparato si trovano tuttora ad operare, e per poter perseguire in maniera mirata quegli usi e quelle speculazioni che ledono il buon nome di questa medicina ancestrale, considerata sacra in tutte le tradizioni che ne hanno tramandato l'utilizzo.

Come già avvenuto in altri stati extra europei, dove il processo di legittimazione dell'uso rituale dell'ayahuasca è stato promosso e conseguito dalle Chiese Eclettiche della tradizione Brasiliana (UDV in America, Santo Daime in Brasile) questo gruppo ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione per promuovere il riconoscimento del diritto religioso dell'uso dell'ayahuasca in Italia. Anche a livello internazionale, nei vari testi di riferimento che dettano le linee guida delle politiche anti-droga, viene riconosciuta la possibilità di conferire un'esenzione specifica a determinate tradizioni religiose per l'utilizzo, all'interno dei propri rituali, di piante e/o composti altrimenti soggetti a restrizioni di legge.

Uso rituale/religioso vs uso a scopo di lucro

Ci dissociamo in maniera netta e decisa da qualsiasi altro tipo di uso ed abuso di questo composto al di fuori dell’ambito sacro, rituale e tradizionale, soprattutto alla luce dei fatti che si sono verificati negli ultimi anni, in seguito all’introduzione di pratiche lucrative e irresponsabili.

Siamo a conoscenza delle numerose segnalazioni fatte ai garanti dell'ordine pubblico in merito ad abusi derivanti dal cattivo uso dell'ayahuasca in Italia, e per questo vogliamo marcare in maniera netta la nostra dissociazione da questo panorama a noi estraneo.

Collaboriamo attivamente con gli organi preposti e con le istituzioni scientifiche affinché la verità venga a galla e siano riconosciute, come già è avvenuto in altre parti del mondo:

la sostanziale innocuità per la salute dell'utilizzo tradizionale e rituale dell'ayahuasca
le sue attive proprietà terapeutiche quando utilizzata all'interno di protocolli di sperimentazione scientifica, nell'ambito del trattamento di patologie della psiche quali la depressione o la dipendenza

Siamo fermamente contrari a qualsiasi forma di speculazione effettuata sfruttando questo preparato, a qualsiasi generalizzazione sulle sue presunte proprietà taumaturgiche e a qualsiasi eccesso o abuso derivante da una scorretta o superficiale somministrazione.

Siamo convinti che il legislatore saprà accogliere la sfida di trovare la giusta via per separare il grano dalla pula, e restituire a questo gioiello tramandatoci dalle etnìe amazzoniche la giusta dignità, che comportamenti non consoni stanno rischiando di oscurare.

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