Uno degli argomenti più dibattuti nel mondo dell'ayahuasca è senza dubbio quale debba essere il giusto costo delle cerimonie in cui viene utilizzata. Senza neanche scendere troppo nei particolari - senza quindi chiedersi 'come' venga usata, da chi, e perché - molti sostengono che l'ayahuasca dovrebbe essere di libero accesso e non costare nulla.

Altri, altrettanto sommariamente, prendendo a pretesto il fatto che nella nostra società tutto si paga, che qualsiasi professione è remunerata, che l'introduzione dell'ayahuasca nei paesi europei non è priva di costi e di rischi, si schierano dalla parte della fazione dell'ayahuasca a pagamento.

Ma pochi si cimentano nel cercare di quantificare il 'giusto prezzo' dell'ayahuasca.

In un articolo apparso verso la fine del 2015 come mònito riguardo ad alcune storture riscontrate nel mondo dell'ayahuasca in Europa, un apprendista di medicina tradizionale amazzonica spagnolo  suggerisce che il prezzo giusto per una seduta di ayahuasca dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-40 euro. (qui l'articolo in spagnolo - qui la traduzione in italiano)

Un approfondimento preliminare necessario

Detta così è tuttavia un'affermazione troppo generica, si devono infatti prendere in considerazione diversi fattori, per stabilire il giusto costo di una cerimonia. Per prima cosa ci dobbiamo chiedere, quando partecipiamo a una sessione di ayahuasca, COSA stiamo pagando?

  • Stiamo pagando per l'ayahuasca in sé, come sostanza/prodotto?
  • Stiamo pagando per il curandero/facilitatore che offre un servizio, come qualsiasi professionista di salute olistica?
  • Stiamo pagando per essere ospitati in una struttura ricettiva che ha i suoi costi aggiuntivi di vitto e alloggio?
  • Stiamo pagando per accedere a un'esperienza spirituale?

Il consumo di ayahuasca può infatti avvenire in modalità, luoghi e condizioni estremamente diverse tra loro. Stando alle più recenti ricerche in campo tossicologico le modalità di uso dell'ayahuasca riscontrabili in Italia attualmente sono quattro: (Marti M. 2012)

  • Il primo tipo è l'utilizzo come sacramento durante la pratica di rituali religiosi all'interno si culti sincretici (Santo Daime, UDV e simili)
  • Il secondo è quello degli 'psiconauti', individui che sperimentano in solitario dopo essersi procurati il decotto in diversi modi
  • Il terzo è all'interno di cerimonie di cura di stampo tradizionale, sia nella foresta che fuori, in quello che viene chiamato 'vegetalismo interculturale'
  • Il quarto è durante eventi di stampo new-age in cui i partecipanti e gli organizzatori mischiano il consumo di ayahuasca con tutta una serie di altre pratiche spirituali e/o forme terapeutiche alternative (yoga, reiky, qi gong…)

Come si vede bene, a seconda dell'ambito in cui ci troviamo di volta in volta, è necessario operare una distinzione sul 'giusto prezzo' da pagare di fronte all'esperienza offerta.

Analizziamoli uno per uno e chiediamoci PER COSA stiamo pagando, in ognuno di essi.

I culti religiosi

Il tipo di offerta a sfondo religioso è, per sua natura e per dichiarazione esplicita degli attori in ballo, senza scopo di lucro.

Le chiese del Santo Daime e dell'UDV solitamente chiedono ai convitati solo una cifra simbolica come rimborso spese, che vada a coprire le spese vive affrontate per l'affitto delle sale in cui si svolge il culto, per i viaggi necessari per procurarsi il sacramento e per le varie altre spese organizzative. Può trattarsi anche di spese comprendenti vitto e alloggio, se le celebrazioni si svolgono nell'arco di più giorni. Ma in ogni caso tutto è rivolto alla volontà di accogliere chiunque voglia partecipare, senza che il denaro rappresenti una forma di discriminazione.

Queste associazioni inoltre di solito non fanno proselitismi né pubblicità. Il loro scopo è infatti riuscire ad accogliere chiunque 'senta la chiamata', senza forzare o spingere alcuno.

In questi ambienti il costo si attesta solitamente tra i 30 e i 60 euro, con la possibilità di sconti e agevolazioni per chi non si può permettere di pagare l'intero prezzo.

Gli psiconauti

Il secondo ambito, quello degli 'psiconauti', che consumano il decotto in solitario, ha a disposizione due modalità di consumo:

  • Comprare gli ingredienti su internet e poi cucinare il decotto in casa
  • Ricevere a casa direttamente il decotto già pronto

La prima strada è di solito la preferita dagli psiconauti, che sono per lo più persone esperte o che si informano attentamente in internet, dove ormai si trovano moltissimi resoconti su come cucinare l'ayahuasca o i suoi analoghi. In questo modo possono calibrare sia la concentrazione finale sia i singoli ingredienti. Per questo tipo di ricercatori il costo finale di un litro di ayahuasca si aggira intorno ai 70/80 euro.

Chi sceglie la seconda strada ha la vita meno facile, sia perché l'ayahuasca già pronta è più facile da intercettare da parte della polizia postale, sia perché ha dei costi più elevati a causa del business che è fiorito intorno ad essa, nei paesi di cui è originario il decotto.

I prezzi possono andare dai 150 euro fino ai 600 nei casi più estremi, per un litro di ayahuasca.

Ma, considerando l'effettivo lavoro necessario alla cottura, il costo delle materie prime e la spedizione, non più di 200 euro dovrebbe essere il prezzo finale, spedizione compresa.

Esistono 'imprese' che direttamente dal Perù o dal Brasile spediscono bottiglie di ayahuasca ai compratori europei o americani. Queste imprese, lavorando in paesi in cui la materia prima è spesso reperibile a costo zero e, grazie ai vantaggi del cambio di moneta, hanno dei costi di produzione molto bassi. Tuttavia, a causa della crescente domanda e della facilità con cui gli stranieri pagano cifre molto alte, anche comprare l'ayahuasca nei paesi di origine non ha più un costo equo, e si va anche in questi casi spesso ben oltre i 150 euro per litro.

Le cerimonie di cura sciamaniche

Il terzo gruppo non dovrebbe avere problemi legati all'acquisto, perché un buon sciamano che si rispetti raccoglie e cucina da solo la sua ayahuasca. Quindi questo tipo di uso dovrebbe essere quello meno costoso. Tuttavia, anche qui, il modello di mercato importato dagli occidentali ha suggerito agli indigeni che 'il prezzo giusto è quello che gli utenti sono disposti a pagare'.

Per questa ragione ormai, sia in terra autoctona che in terra straniera, il prezzo medio di una cerimonia di cura con uno sciamano si è attestato sui 100 dollari. Non si può certo dire che questo sia un prezzo equo, nelle terre originarie. E' un prezzo di mercato. Questo è anche confermato dal fatto che ai loro compagni e amici indigeni fanno pagare tariffe più o meno ridotte di 1/10, quando addirittura non offrono il servizio in maniera totalmente gratuita.

Quando gli stessi sciamani vengono nei nostri paesi l'aumento di prezzo può essere giustificato in parte dal viaggio intercontinentale che lo sciamano deve affrontare, dalle spese di vitto/alloggio per uno o due mesi lontano da casa, e di tutti gli spostamenti necessari. La ragione che spinge queste persone a spostarsi è effettivamente la promessa di guadagno, quindi il tentativo di massimizzare le entrate in poco tempo spiega la lievitazione dei costi. Tuttavia, malgrado queste maggiorazioni comprensibili e giustificabili, il costo a cui si è arrivati al giorno d'oggi sembra ugualmente eccessivo, perché solitamente questi incontri radunano dai 20 ai 30 attendenti alla volta, il che garantirebbe ugualmente un buon margine di guadagno, anche a fronte di un prezzo più basso.

Un discorso a parte merita l'esistenza di alcuni curanderos che nell'ambiente sono divenuti delle 'celebrità', vuoi per le loro effettive capacità di guarigione, vuoi per falsi miti e leggende costruiti attorno alla loro figura. In questi casi i costi possono lievitare enormemente, arrivando anche a 300-400 euro per notte.

Se da una parte si può ritenere giusto che una personalità con effettive capacità taumaturgiche si faccia pagare di più per i suoi servizi (come qualsiasi professionista occidentale fa, quando la sua fama cresce), dall'altra questo genere di considerazioni lascia aperta la porta a mistificazioni: non essendo in alcun modo dimostrabile/certificabile l'effettiva capacità di cura di uno sciamano, ed avendo l'ayahuasca di per sé dei potenti effetti a prescindere da chi la somministra, persone senza scrupoli potrebbe chiedere cifre spropositate millantando una fama immeritata.

E' inoltre da considerare quale tipo di etica possieda una persona in grado di speculare così sul bisogno di cura dei suoi pazienti. Noi occidentali abituati alle logiche del commercio selvaggio non dobbiamo dimenticare che ci rivogliamo al mondo delle medicine alternative anche per riconquistare un equilibrio e un senso di unità che abbiamo perso. Da queste pratiche sciamaniche, in origine sacre e mistiche, dovremmo recuperare la dimensione del servizio e dell'altruismo, non contaminarle con i nostri concetti utilitaristici.

Le assemblee new age

Per tutta la serie di motivi sopra elencati il quarto tipo di utilizzo è quello in cui si paga di più.

Questo tipo di incontri sono condotti da persone che non sono indigene, non hanno ricevuto una formazione in medicina tradizionale, non hanno accesso alle materie prime quindi devono comprare il preparato finito, hanno costi maggiori per il proprio sostentamento vivendo nel mondo occidentale, e spesso abusano delle proprietà 'miracolose' attribuite all'ayahuasca, per orchestrare improbabili week end all'insegna di un'accozzaglia di pratiche di natura varia.

In questi ritiri l'ayahuasca viene spesso proposta come 'catalizzatore' dell'esperienza, non come il centro o il fulcro del lavoro, il quale ruota intorno ad altri tipi di pratiche energetiche o di medicina alternativa, come il Reiky, lo Yoga, etc.

Già senza l'introduzione dell'ayahuasca questo tipo di ritiri possono arrivare a costare diverse centinaia di euro al giorno, compresivi di vitto e alloggio. Separare in questi contesti il costo dell'ayahuasca dal resto diventa difficile. Spesso però, malgrado lo 'slogan ufficiale' dell'incontro non punti sulla presenza dell'ayahuasca, di fatto il suo utilizzo giustifica implicitamente la maggiorazione dei costi.

Il pericolo più grande in questo genere di contesti è che persone senza alcun tipo di preparazione, basandosi solo sull'effetto psicoattivo e introspettivo dell'ayahuasca che non viene mai a mancare, orchestrino delle vere e proprie truffe a danno dei partecipanti, in cui si paga praticamente solo per avere l'effetto psicoattivo della bevanda, e non c'è nessun valore aggiunto, che sia di tipo spirituale, psicologico o medico. Il tutto a discapito di qualsiasi norma di sicurezza e buon senso.
Molti dei fatti spiacevoli di cronaca avvenuti negli ultimi anni sono da ricondurre a questi contesti.

Conclusioni: non a scopo di lucro

Traendo infine delle conclusioni dalle analisi fatte, quale dovrebbe essere il 'giusto costo' dell'ayahuasca?

Abbiamo visto che le chiese sincretiche riescono a tenere i costi delle cerimonie all'interno di range molto bassi rispetto agli altri contesti d'uso. Questo è determinato dalla precisa volontà di voler offrire un'esperienza considerata spirituale ed edificante al maggior numero possibile di persone.
Ma rappresenta anche un termine di paragone 'oggettivo', in quando dimostra che i costi effettivi possono essere contenuti entro questi limiti, poiché senza dubbio, se il guadagno non rappresenta lo scopo di tali incontri, neanche la remissione lo è.

Quindi è un dato di fatto che una cerimonia di ayahuasca può essere condotta a costi contenuti entro i 40-60 euro, senza che nessuno ci rimetta.

Quando ci troviamo in presenza di uno sciamano o un curandero tradizionale una maggiorazione del prezzo è accettabile per via dei costi del viaggio e della permanenza che questi deve sostenere, e perché in questo caso il guadagno del curandero rappresenta uno degli scopi dichiarati. In alcuni casi in questi contesti parte dei ricavi vanno ad associazioni indigene di cui gli sciamani sono rappresentanti, che lottano per i diritti dei nativi e per la salvaguardia della foresta. Anche a fronte di questo tipo di motivazioni, la maggiorazione dei costi è accettabile.
In questi casi un prezzo ragionevole potrebbe aggirarsi intorno ai 90-130 euro a partecipante, compreso il vitto e l’alloggio, con possibilità di oscillazioni dovute allo standard qualitativo del luogo ospitante e al numero di soggetti coinvolti nell’organizzazione/conduzione dell’evento.

Per quanto riguarda l’ultima tipologia di uso, quella delle cerimonie ‘ibride’ di stampo new age, valgono le stesse considerazioni sui prezzi.

Ciò che tuttavia è necessario rimarcare e sottolineare con forza, è che sempre, in ogni caso, la motivazione dell’organizzazione di questo tipo di incontri non deve essere il lucro. Questo è il punto fondamentale al di là degli effettivi costi esposti.

Come si fa dunque a discriminare questo aspetto? Una buona prassi potrebbe essere quella di verificare che la somma richiesta sia effettivamente, e non solo formalmente, una donazione consigliata’, e che sia sempre possibile, a fronte di una dichiarazione di scarse possibilità economiche, una diminuzione del costo a chiunque ne faccia richiesta – previa verifica della buona fede.

 

 

 


NOTE:

Marti M. (2012) Psychoactive substances: from shamanic practice to destructive Cult.
Società Italiana di Tossicologia: Antidotes in depth 2012, Clinical Toxicology, Substances of Abuse and Chemical Emergencies.
Pavia, 19‐21 settembre 2012.

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